Violinista e compositore polacco.

All’età di 16 anni ha iniziato a esibirsi a livello internazionale (Germania, Polonia, Serbia, ungheria, Indonesia, Spagna, Francia, USA).

Dapprima considerato un “bambino prodigio”, ha finito per diventare uno dei più interessanti violinisti jazz in Europa.

Adam Baldych ha registrato il suo primo album “Imaginary Room” per la prestigiosa etichetta ACT MUSIC nel 2012. L’album è stato registrato con alcuni degli artisti di punta del panorama Jazz europeo: Lars Danielsson, Jacob Karlzon, Verneri Pohjola, Morten Lund and Marius Neset.

Il suo debutto europeo gli ha aperto i palchi jazz più importanti del continente.

Il suo secondi album per ACT “The New Tradition” è stato registrato insieme al pianista israeliano Yaron Herman e pubblicato nel maggio 2014. ACT ha pubblicato anche “Jazz at Berin Philharmonic IV – Accordion Night” che è una registrazione dal concerto nella serie “Jazz at Berlin Philharmonic” a cui Adam ha partecipato.

Il suo terzo album per ACT – Adam Baldych & Helge Lien Trio “Bridges” è stato pubblicato nell’agosto del 2015.

Adam è il vincitore del premio ECHO Jazz 2013 (il più importante premio musicale in Germania, conferito a artisti dell’industria musicale tedesca: Gazeta Wyborcza, Radio Zachód e TVP poll) ; ha vinto anche “Ale Sztuka”, il Grand Prix Jazz Melomani 2011 nella categoria Jazz Hope e Grand Prix Jazz Melomani 2012 come Artista dell’anno.

Adam è stato anche nominato per il Premio FRYDERYK nel 2013 e nel 2015 e sempre nello stesso anno è stato nominato come Artist of The Year in Jazz.

Per l’album album “The New Tradition” ha ricevuto il premio per il Best Jazz Album 2014. Questo premio è conferito ogni anno nell’ambito del Gala Grand Prix Jazz Melomani su TVP Programme 2 e Jazz Melomani Society.

Nel Giugno del 2016 ha ricevuto la Croce Rossa al Merito dal Presidente della Polonia e la Medaglia al Merito per i suoi traguardi e successi culturali.

Ha, senza dubbio, la miglior tecnica tra tutti i violinisti jazz al giorno d’oggi, Da lui possiamo aspettarci di tutto”- Frankfurter Allgemeine Zeitung / Ulrich Olshausen –