La leggenda dice che Marcello ha suonato con così tanti artisti in tutta la sua carriera che sarebbe più facile dare un nome ai progetti a cui non ha preso parte…il che potrebbe essere vero.
Questo musicista di origini italiane e dall’aria elegante suona il basso come un pilastro del rugby, quello che sostiene con potenza la squadra come una colonna di sostegno senza la quale l’edificio non potrebbe reggersi.
Marcello è anche un loquace comunicatore,
tratto tipico di coloro che non si stancano mai di mettere l’abilità al servizio mestiere,
che non si accontentano di ciò che è acquisito.
Senza di lui la squadra avrebbe certamente perso molte partite,
e l’edificio non avrebbe tenuto;
senza di lui la nostra corsa avrebbe perso il suo sapore.
E sopratutto il quartetto non sarebbe mai potuto essere quello che è poi diventato.
E questa non è una leggenda.