ll tentativo di inquadrare Uri Caine in un determinato filone estetico risulta vanificato dalla poliedricità della sua scrittura musicale. Quest’ultima è dettata da una molteplicità di interessi tale da porre Caine a proprio agio sia con la rivisitazione di intere pagine della storia della musica classica, sia con la tradizione ebraica, per poi soggiornare nella contemporaneità della scena creativa statunitense. Con uno sguardo che ruota a 360° sul mondo musicale, Uri Caine è pianista originale anche quando dialoga con la tradizione al punto da offrire capitoli di struggente mainstream. Con venticinque album all’attivo, innumerevoli e prestigiose collaborazioni con protagonisti del jazz e della musica classica internazionali e svariati premi, è naturale iscrivere questo artista tra le figure che hanno contribuito maggiormente ad ampliare e ridefinire il linguaggio jazzistico degli ultimi trent’anni.

Con il suo Open Loose Trio completato da Tony Malaby e Tom Rainey, il bassista e compositore Mark Helias è tra i musicisti più apprezzati dell’attuale scena newyorchese. Da un incipit nel quartetto di Anthony Braxton, Helias vanta ad oggi dodici album in qualità di leader ed una serie di collaborazioni a fianco di mostri sacri del jazz come Don Cherry e Cecil Taylor. Clarence Penn non è solamente uno dei batteristi jazz più richiesti, ma è anche leader, prolifico compositore e didatta. Dal suo approdo a New York, nel 1991, Penn ha posto la propria verve, l’intelletto acuto e l’inebriante musicalità al servizio di uno sbalorditivo elenco di artisti di prima fascia tra i quali Wynton Marsalis, Richard Galliano, Maria Schneider e Dave Douglas