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11-08-2011, Cristiano De Andrè  

 

Giovedì 11 agosto
Tempio Pausania, L'Agnata – ore 18.00
Cristiano De André

Di padre in figlio: all'Agnata Cristiano canta Fabrizio

Il pomeriggio di giovedì 11 (ore 18) ritorna uno degli eventi tradizionalmente più attesi del festival: il concerto con cui Time in Jazz (per la settima edizione consecutiva) rende omaggio al ricordo di Fabrizio De André nei giardini dell'Agnata, la tenuta vicino a Tempio Pausania che fu uno dei principali luoghi di ritiro del cantautore genovese (e che da tempo è un rinomato albergo rurale destinato al turismo di qualità). Ma stavolta l'appuntamento organizzato in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André assume un significato davvero particolare: dopo Danilo Rea, Maria Pia De Vito e Rita Marcotulli, Gianmaria Testa con Lella Costa e Paolo Fresu, Ornella Vanoni, Morgan e Teresa De Sio, protagonisti nelle precedenti edizioni, questa volta spetta a Cristiano De André il compito di rileggere il repertorio di Faber, ma con gli occhi di figlio e di artista. Un compito che lo vede sempre più impegnato da due anni a questa parte, come dimostrano i tour e i due album discografici all'insegna di “De André canta De André” pubblicati nel 2009 e l'anno scorso, e che all'Agnata svolgerà accompagnandosi al pianoforte, alla chitarra acustica e al buzuki insieme a Osvaldo Di Dio (chitarra acustica e classica) e Luciano Luisi (pianoforte e chitarra acustica).
Nato a Genova nel 1962, Cristiano cresce in un vivace ambiente culturale, dove teatro e musica sono componenti quotidiane. Si avvicina prestissimo allo studio della chitarra e del violino, iniziando ad esibirsi dal vivo dai primi anni '80 insieme al gruppo Tempi Duri: con questa formazione Cristiano accompagnerà il padre Fabrizio in alcuni suoi tour. Dal 1985 intraprende la carriera solistica partecipando tra le nuove proposte al Festival di Sanremo, dove vince il premio della critica. Due anni dopo esce il suo primo album, seguito da "L'albero della cuccagna" (1990) e "Canzoni con il naso lungo" (1992). Nel 1993 torna al Festival di Sanremo, questa volta nella categoria "campioni", riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e  critica per il brano "Dietro la porta". Considerato il disco della piena maturità artistica, nel 1995 esce "Sul confine", frutto di un lungo periodo di ricerca professionale e personale, che vede la collaborazione, tra gli altri, del padre Fabrizio nel brano "Cose che dimentico".
Nel 2001, due anni dopo la scomparsa di Faber, Cristiano pubblica "Scaramante", un disco intenso con cui vince il Premio Lunezia come miglior album. Torna al Festival di Sanremo nel 2003 con il brano "Un giorno nuovo", cui segue l'omonima raccolta di brani del suo passato artistico arrangiati ad hoc e proposti in versione live. Negli anni a seguire si dedica alla Fondazione Fabrizio De André riappropriandosi del suo patrimonio umano ed artistico, con la svolta, nel 2009, che lo porterà al progetto “De André canta De André”, iniziato con un tour, e sfociato poi nei due album, di cui offrirà un assaggio nel concerto all'Agnata.