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12-08-2011, Ahmad Jamal  

 

Venerdì 12 agosto
Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30
Ahmad Jamal


Col quartetto del grande Ahmad Jamal
al via i concerti in Piazza del Popolo

I riflettori del palco “centrale” in piazza del Popolo si accenderanno per la prima volta in questa edizione di Time in Jazz la sera di venerdì 12 (ore 21:30) per illuminare uno dei protagonisti più attesi del festival: Ahmad Jamal. Ottantun anni appena compiuti (è nato a Pittsburgh, in Pennsylvania, il 2 luglio 1930), tra i massimi interpreti del pianoforte jazz moderno, sarà a Berchidda alla testa di un quartetto con James Cammack al contrabbasso, Herlin Riley alla batteria e Manolo Badrena alle percussioni.
"L'architetto", "Il profeta", "Ahmad il magnifico","Il mago del pianoforte","Il Maestro","Il mostro con due mani destre": sono alcuni dei soprannomi con cui gli addetti ai lavori hanno reso onore alla statura artistica del pianista e compositore americano. Noto per la sua eccezionale padronanza tecnica e per il sound inconfondibile, Ahmad Jamal è stato un talento  precoce: bambino prodigio, ha iniziato a suonare il piano a soli tre anni per intraprendere, a sette, gli studi ufficiali. Allievo della famosa cantante e insegnante afroamericana Mary Cardwell Dawson e del pianista James Miller, a diciassette anni, dopo il diploma alla Westinghouse High School, comincia a girare con la sua musica, facendosi notare dalla critica per le sue esibizioni in solo.
Nel 1951 forma il suo primo trio e viene ingaggiato dalla Okeh Records. Già affiancato dal contrabbassista Israel Crosby, nel 1956 sostituisce il chitarrista Ray Crawford con un batterista. Con Vernell Fournier dietro piatti e tamburi, il trio registra nel '58 l'album But Not For Me che include anche Poinciana – destinata a diventare il suo “marchio di fabbrica” - e che (sorprendentemente per un album jazz) resterà nella Top Ten per ben 108 settimane.
Il successo permette a Jamal di realizzare un sogno, aprire un ristorante/club, l'Alhambra, a Chicago, dove il trio può esibirsi stabilmente, raffinando un proprio sound compatto ed esaltando le caratteristiche salienti del pianista, le sue innovazioni ritmiche, le colorate percezioni armoniche, la ricchezza melodica e armonica della sua mano sinistra.
Diventato famoso anche per una serie di standard insoliti e di proprie composizioni, Ahmad Jamal ha colpito e influenzato, tra gli altri, anche il grande Miles Davis, che nella sua autobiografia avrebbe elogiato le speciali qualità artistiche del pianista di Pittsburgh e riconosciuto la sua influenza. In effetti, negli album registrati dal Miles Davis Quintet tra la metà e la fine degli anni Cinquanta, figurano molti brani registrati in precedenza da Jamal: Squeeze Me, It Could Happen To You, But Not For Me, Surrey With -The Fringe On Top, Ahmad's Blues, On Green Dolphin Street e Billy Boy.
Tanti i riconoscimenti e le gratificazioni raccolti anche in tempi recenti. Nel 1994, Ahmad Jamal ha ricevuto il premio dell'American Jazz Masters fellowship dal National Endowment for the Arts (Fondo Nazionale per le Arti). Lo stesso anno è stato nominato “Duke Ellington Fellow” all'Università di Yale.
The Essence, album del 1996 con George Coleman al sax tenore, ha conquistato la critica, che lo ha definito “storico”, così come il mercato discografico, dove ha raggiunto vendite eccezionali. In Francia, oltre a ricevere un premio “Django”, il disco ha conquistato il riconoscimento “Choc”.
Sempre in Francia, nel giugno del 2007, il governo transalpino attraverso il ministro della Cultura  Renaud Donnedieu de Vabres, ha nominato Ahmad Jamal “Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres” (tra i predecessori artisti del calibro di William Faulkner, Ralph Waldo Emerson, Jackson Pollock, Ella Fitzgerald e Allen Ginsberg).
L'anno dopo, l'album “It’s Magic”, considerato uno dei suoi migliori lavori e salutato dalla critica come il clou della sua carriera,  ha scalato la classifica Top Jazz Albums di Billboard, la iTunes Jazz Top 10, e si è poi piazzato al secondo posto sulla Jazz Week Radio Chart in Francia. Ahmad Jamal è stato anche insignito del premio per il miglior album internazionale  da Les Victoire du Jazz, la versione francese dei Grammy. 
Pubblicato nel gennaio del 2010, il suo ultimo disco, “A Quiet Time”, è stato disco dell'anno su Jazz Radio, mentre l'antologico "The Complete Ahmad Jamal Trio Argo Sessions 1956-1962", uscito sei mesi dopo, è stato riconosciuto come la miglior riedizione dalla French Jazz Academy.