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Sabato 13 agosto Berchidda, Piazza del Popolo – ore 23.00 João Donato trio
João Donato, a Berchidda un grande della musica brasiliana
Dopo il “cuarteto flamenco” di Chano Dominguez, il pianoforte tiene banco anche nella seconda parte della serata di sabato 13: al centro dei riflettori un veterano degli ottantotto tasti, João Donato, un grande della musica brasiliana, sulle scene da oltre sessant'anni. In trio con Luiz Alves al basso e Robertinho Silva alla batteria, proporrà il repertorio di “Sambolero”, il disco con cui ha ottenuto il “Grammy” di Miglior Album di jazz latino del 2010. Originale, eccentrica, eterodossa, essenzialmente armonica: se non c'è un termine per definire la musica di João Donato, il suo stile ha però un suono distintivo, immediatamente riconoscibile. Classe 1934, il pianista, autore e arrangiatore di Rio Branco (che compirà settantasette anni proprio pochi giorni dopo la sua apparizione a Berchidda) ha mosso i primi passi nella musica suonando la fisarmonica. Professionista già a quindici anni, è proprio con lo strumento a mantice che partecipa alla sua prima registrazione ufficiale, nel 1949, come membro della band del flautista Altamiro Carrilho. Nel 1953 inizia a guidare proprie formazioni come pianista, registrando su 78 giri versioni strumentali di standard americani e brasiliani. Trascorre due anni a São Paulo, dove firma, nel 1956, il suo primo L.P., "Chá dançante". Quando rientra a Rio, la Bossa Nova sta esplodendo. Con uno dei principali alfieri del nuovo genere, João Gilberto (con cui farà in seguito anche un tour europeo), registra nel 1958 “Minha saudade”, il suo primo successo. Nel 1959 si trasferisce negli Stati Uniti dove vive per tre anni suonando con musicisti come Carl Tjader, Tito Puente, Mongo Santa Maria. Nel 1962 ritorna in Brasile e registra un paio di album (“Muito à vontade” e “"A bossa muito moderna de João Donato e seu Trio"), ma presto è di nuovo negli U.S.A. dove stavolta resterà per oltre dieci anni. Si esibisce con Astrud Gilberto, Tom Jobim, Eumir Deodato, Stan Kenton, Nelson Riddle, Herbie Mann, Wes Montgomery e pubblica una serie di album, tra cui quello che meglio rappresenta la sua seconda stagione americana, “A Bad Donato” (1970). Nuovamente in Brasile nel 1972, l'anno dopo firma "Quem é quem": il disco introduce per la prima volta delle parti vocali, cantate dallo stesso autore, inaugurando per João Donato, fino ad allora interprete esclusivamente di musica strumentale, un nuovo filone, sviluppato anche nel successivo “Lugar comum” (1975). Passerà tuttavia una ventina d'anni prima che torni a registrare: avviene nel 1996 con “Coisas tão simples”, cui seguirà tutta una serie di pubblicazioni (soprattutto con tre case discografiche indipendenti), tra cui: “Café com pão” (1997), “Só danço samba” (1999), i tre volumi della collezione "Songbook" (1999), “Ê Lalá Lay-Ê” (2001), “Managarroba” (2002), “O piano de João Donato” (2003), l'incontro strumentale con Paulo Moura (“Dois panos pra manga”, 2006) e quello con Bud Shank (“Uma tarde com”). Nel 2004 João Donato ha ricevuto dalle mani del presidente brasiliano Lula e del ministro alla cultura Gilberto Gil, la prestigiosa Medalha da Ordem do Mérito Cultural. Lo scrittore americano Allen Thayer, in uno suo testo di quattro anni fa per il magazine Wax Poetics, ha sentenziato: “João Donato merita a pieno titolo un posto tra le leggende della musica brasiliana, accanto a Antonio Carlos Jobim, João Gilberto, Dorival Caymmi, Ary Barroso e tanti altri, nonostante sia una sfida classificare il suo stile musicale”.
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