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Domenica 14 agosto Ittireddu, Chiesa di Santa Croce - ore 18.00 Bojan Z piano solo
Lunedì 15 agosto Berchidda, Piazza del Popolo – ore 21.30 Bojan Z Tetraband
Z, il segno di Bojan
Sarà la chiesa bizantina di Santa Croce a Ittireddu a ospitare il secondo concerto per pianoforte della giornata di domenica 14: dopo la mattinata a Tula, in compagnia dell'iberico Chano Dominguez, il pomeriggio propone un altro specialista degli ottantotto tasti, Bojan Zulfikarpasic (o più comodamente Bojan Z), pianista serbo (ma francese di adozione) di grande tecnica e originalità stilistica, che sa mescolare nella sua ricca tavolozza sonora il jazz con la musica colta e i colori della tradizione balcanica.
Nato a Belgrado nel 1968, ha cominciato a studiare pianoforte da bambino, proseguendo poi con il conservatorio, e perfezionandosi con Clare Fisher negli Stati Uniti. Nel 1988 si trasferisce in Francia, dove in breve tempo si afferma nella scena jazzistica locale, cominciando a suonare con altri musicisti nel circuito dei club parigini, tra cui il chitarrista Noël Akchoté, Julien Lourau e Magic Malik. I primi riconoscimenti importanti non tardano ad arrivare: nel 1990 conquista il primo premio da solista al “Concours de la Défense” con il quartetto del contrabbassista Marc Buronfosse. L'anno dopo entra a far parte dell'Azur Quartet di Henri Texier, e poi dei gruppi guidati dal clarinettista Michel Portal: due musicisti prestigiosi che lo proiettano sulla ribalta jazzistica transalpina e non solo. Con il suo particolare linguaggio musicale – un vocabolario di jazz arricchito da dosi moderate di folk balcanico – Bojan Z lascia la sua impronta in tutti i gruppi in cui suona. Oltre all'attività come sideman, il pianista serbo è attivo alla testa di propri gruppi, con i quali ha inciso importanti lavori: tra questi l’album di debutto del Bojan Z Quartet, che nel 1993 suggella un fruttuoso sodalizio con l'etichetta Label Bleu, il suo progetto multietnico Koreni, che riunisce otto musicisti di origini differenti, fra cui il percussionista algerino Karim Ziad e il turco Kudsi Erguner, e Transpacifik, progetto in trio con i musicisti americani Scott Colley e Nasheet Waits. Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti e premi internazionali, come la nomina a cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres da parte del Ministero della cultura francese, il Premio Django Reinhardt nel 2002, lo "European Jazz Prize" (Hans Koller prize) nel 2005, e il premio “Les victoires du jazz” per il miglior album del 2007 con Xenophonia, un disco striato di energia elettrica e blues, lontano dal jazz ortodosso, ma più vicino all'essenza delle origini. Sarà invece la sua Tetraband a elettrizzare la Piazza del Popolo di Berchidda (alle 21.30) per la prima parte della serata di ferragosto, a precedere la consueta festa finale. La formazione , con il trombonista newyorkese Josh Roseman, la bassista Ruth Goller e il batterista Seb Rochford, ha registrato nel 2009 “Humus”, un album in cui Bojan Zulfikarpasic e soci danno vita a una sorta di jazz-punk-funk in cui si alternano finezze melodiche e ritmi pulsanti, armonie non accademiche ed echi balcanici, con un approccio decisamente aperto all'improvvisazione. A Berchidda il ruolo di Josh Roseman sarà ricoperto da un musicista del calibro di Gianluca Petrella, autentica stella nel firmamento del jazz nostrano: considerato uno dei migliori trombonisti jazz del mondo, come dimostra anche il suo ragguardevole palmarès (“Django d’or” nel 2001, “Critics Poll” della rivista “Down Beat” nel 2006, e “Paul Acket Award” nel 2007), Gianluca Petrella è stato già tra i protagonisti delle scorse edizioni di Time in Jazz, con la sua Cosmic Band nel 2009, e lo scorso anno al fianco di Enrico Rava in duo e con il New Quintet.
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