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Berchidda, Chiesa di Santa Caterina – Ore 11.00 Marco Baliani & Paolo Fresu “Kohlhaas” A seguire il pranzo tipico delle feste campestri Produzione originale
Spazio al teatro nella mattinata di martedì 14, nell'affascinante scenario della Chiesa di Santa Caterina, nella campagna berchiddese (ore 11). Di scena uno dei protagonisti del teatro narrativo italiano, Marco Baliani, nella riproposizione di uno spettacolo tra i più riusciti e noti del suo repertorio, “Kohlhaas”, monologo tratto da un racconto di Heinrich von Kleist. Ad accompagnare Baliani l’enfant du pays Paolo Fresu, che ha recentemento conosciuto e collaborato con l’attore, autore e regista teatrale piemontese nel progetto di volontariato artistico “Mapenzi Tamu / L’amore buono”, assieme ai ragazzi di strada di Nairobi e in collaborazione con l’Amref. Scritto nel 1990 con Remo Rostagni, “Kohlhaas” è ormai uno spettacolo cult della produzione teatrale narrativa italiana; lo straordinario successo di pubblico e critica ottenuto da questo lavoro sin dalla sua comparsa ha dato un impulso decisivo alla diffusione di un genere ora assai familiare al grande pubblico, grazie alla popolarità di autori-attori come Marco Paolini, Lella Costa, Ascanio Celestini e lo stesso Baliani. Lo spettacolo nasce come una sfida, “bella e difficile”, come spiega il suo interprete: “trasferire in narrazione e parola un universo così lontano e complesso come quello della parola scritta di Kleist”. Il testo dello scrittore romantico tedesco, “Michael Kohlhaas”, è del 1810. Si tratta del racconto di una storia realmente accaduta, nella Germania del Cinquecento, di un mercante di cavalli, vittima della corruzione dominante nella giustizia statale; la spirale di violenza generata dal sopruso subito da Kohlhaas offre a Baliani lo spunto per una riflessione sulla giustizia e sulle conseguenze morali che può comportare la reazione dell’individuo all’ingiustizia: “Le domande senza risposta che solleva la storia di Kohlhaas (cos’è la giustizia, quella umana e quella divina, e come può l’individuo ricomporre l’ingiustizia) fanno profondamente parte dei percorsi della mia generazione, quella segnata dal ‘68”. Nato a Verbania nel 1950, Marco Baliani ha mosso i primi passi nel mondo del teatro realizzando alcuni spettacoli per ragazzi con la compagnia “Ruotalibera”, da lui fondata nel 1975. In seguito, per un pubblico adulto, ha scritto, diretto o interpretato numerosi spettacoli. Tra i monologhi, oltre a “Kohlhaas”, ricordiamo “Corpo di stato” (1998, sull'omicidio Moro) e “Lo straniero” (2003, da Camus). Negli anni, ha collaborato anche in produzioni cinematografiche, con registi come Mario Martone (1996, “Teatri di guerra”), Francesca Archibugi (2000, “Domani”), Cristina Comencini (2001, “Il più bel giorno della mia vita”). Nel 2004 ha pubblicato per Rizzoli il suo primo romanzo, “Nel regno di Acilia”. Dal 2002 ha avviato un progetto di volontariato artistico con Amref, “Acting from the street”, con venti ragazzi di strada di Nairobi e due spettacoli, “Pinocchio nero”, nel 2004, e “L’amore buono”, nel 2006. |