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15-08-2007, Presentazione del libro/disco "Sante e Sciamane" di Clara Murtas  

Berchidda, Museo del vino/Enoteca regionale – Ore 11.00
Presentazione del libro/disco
“Sante & Sciamane” di Clara Murtas (Edizioni Condaghes)
con la partecipazione di
Placido Cherchi

E’ un appuntamento consueto di Time in Jazz: il mattino di Ferragosto, al Museo del Vino di Berchidda, si presenta una produzione recente del panorama discografico isolano. Al centro dell’attenzione, quest’anno, un libro e un disco insieme, Sante & Sciamane, della cantante Clara Murtas, che ne parlerà alle 11 in compagnia dell’antropologo Placido Cherchi. Edita alla fine dell’anno scorso da Condaghes per la collana Carta & Musica, l’opera analizza il multiforme archetipo della donna sarda, proponendone in una piccola antologia alcune immagini, colte curiosando fra la cultura di tradizione popolare e la letteratura sarda. Un epitaffio tenero e indagatore in memoria delle antenate che - complici del Divino - hanno interpretato a loro modo il ruolo di custodi “de s’aredeu”, il parentado.  Ufficialmente madri “sante”, osservanti dei precetti della Chiesa cattolica e delle regole sociali, e privatamente, segretamente “sciamane”, ovvero ingenue (e a volte feroci) catalizzatrici delle forze naturali e divine.
Il disco raccoglie quattordici canzoni, musicate dal chitarrista e compositore nuorese Battista Giordano e dalla pianista armena Irma Toudjian, con testi perlopiù di tradizione orale, cercati con cura o scritti da Clara Murtas, tutti a dire quanto la donna si ponga fra il corpo e l’anima, fra il concreto e l’astratto, il terreno e il soprannaturale. Canzoni di cui Clara Murtas offrirà a Berchidda un saggio dal vivo, intorno a mezzogiorno, facendosi accompagnare dagli stessi Battista Giordano e Irma Toudjian e dal violoncello della figlia, Stella Veloce.
Cantante, attrice e autrice, Clara Murtas ha cominciato la sua attività in Sardegna nella sede Rai di Cagliari e poi nel CIT (l’odierno Teatro di Sardegna). Nel 1970 si trasferisce a Roma dove lavora nel teatro sperimentale con Gian Franco Mazzoni e in ambito musicale con Giovanna Marini – con la quale comincia le sue ricerche nel campo della musica popolare - e il Nuovo Canzoniere Italiano. Voce solista del Canzoniere del Lazio, ha lavorato con Eugenio Bennato e collaborato con Ennio Morricone, Mario Schiano e Tommaso Vittorini in dischi, concerti e trasmissioni radiofoniche. Rientrata in Sardegna nel 1990 ha scritto con Giovanna Caico e realizzato lo spettacolo multimediale Mamai narat (con immagini di Tonino Casula e musiche di Enzo Favata) e ha continuato il suo studio sulla musica e le tradizioni popolari sarde, indagando in particolare sul canto monodico campidanese a carattere magico-religioso e sulla figura femminile. I suoi lavori più recenti, La Ballata di Maria Giusta (con Battista Giordano), S’ard west sound (per voce e percussioni) e Canto sacro-popolare in Sardegna (con “su Cuncordu ‘e su Rosariu” di Santu Lussurgiu), sono il risultato di queste ricerche. De sa terra a su xelu, il suo disco del 2002, comprende due brani di Ennio Morricone. Da segnalare oltre all’attiva collaborazione con il videoartista sardo Giovanni Coda, quella con l’ensemble vocale di musica rinascimentale Odhecaton diretto da Paolo Da Col, col quale ha registrato un disco, De Passione, che nel 2003 ha vinto in Francia il premio “Diapason d’oro” e “Le Choc de la musique”. Il suo impegno nella ricerca sulla musica sarda le è valso nel 2005 il premio “Maria Carta” di Siligo.