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Berchidda, Piazza del Popolo – Ore 23.00 Italian Trumpet Summit con Franco Ambrosetti, Flavio Boltro, Marco Tamburini, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Dado Moroni, Stefano Bagnoli e Piero Leveratto Produzione originale
Berchidda, 14 agosto 2001. E' la terza serata di Time in Jazz edizione numero quattordici, quella intitolata ad Orfeo. Sul palco debutta una produzione originale del festival, ideata, ça va sans dire, da Paolo Fresu. Si intitola Italian Trumpet Summit e, come si capisce, trova il suo elemento caratterizzante nella tromba. Anzi, in cinque autentici assi dello strumento a pistoni della scena jazz nostrana: Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini e Franco Ambrosetti (che in realtà è svizzero di Lugano), oltre allo stesso Fresu. Con loro, una sezione ritmica degna dell'occasione: Stefano Bollani al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Roberto Gatto seduto dietro piatti e tamburi. Un autentico supergruppo, insomma, che nel corso della serata si sarebbe arricchito anche delle apparizioni di Antonello Salis alla fisarmonica e del trombonista Gianluca Petrella. Fu una grande festa del jazz nella sua accezione più classica: quasi due ore di concerto giocate su standard debitamente arrangiati e interpretati dai musicisti con assoli al fulmicotone e con una freschezza e un entusiasmo che tracimarono dal palco contagiando fin dalle prime note i duemila spettatori in Piazza del Popolo. Dell’evento resta una testimonianza bella e completa in un doppio cd che ne contiene la registrazione integrale. Documenta, come ha scritto Paolo Fresu nelle note di copertina, “la straordinaria magia di uno di quegli incontri che, a Berchidda, spesso divengono indimenticabili”. E osserva Mike Zwerin, firma prestigiosa della critica jazz: “Sarebbe davvero difficile trovare negli Stati Uniti, o in qualunque altro paese, una band di cinque trombettisti con lo stile, l’intelligenza e il lirismo di Paolo Fresu, Flavio Boltro, Marco Tamburini, Fabrizio Bosso e Franco Ambrosetti”. Per ricordare poi: “Quando le trombe hanno ricreato l’assolo di Clifford Brown da Joy Spring, l’aria si è riempita di tanta gioia che anche gli errori sembravano stupendi”. Sei anni dopo, l’Italian Trumpet Summit torna sullo stesso palco dove ha mosso i suoi primi passi. Ci ritorna (domenica 12, nel secondo set serale) rodata dai concerti che nel frattempo ha tenuto qua e là, e con una sezione ritmica diversa nei nomi ma di caratura non davvero inferiore: ora al pianoforte siede Dado Moroni, al contrabbasso c'è Piero Leveratto e alla batteria Stefano Bagnoli. Chissà se l’ascoltatore più attento noterà degli errori: se ci saranno, di certo ci sembreranno stupendi anche stavolta. |