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11-08-2009, Jan Garbarek group  

Martedì 11 agosto Berchidda, Piazza del Popolo – Ore 21.30

Innumerevoli uscite discografiche, concerti sui palchi più importanti del mondo, prestigiose collaborazioni, hanno fatto di Jan Garbarek uno degli artisti più popolari aldilà dei generi e delle frontiere musicali.

Il lungo cammino del sassofonista norvegese comincia a quattordici anni con l’ascolto di John Coltrane: un'autentica rivelazione per il futuro protagonista del jazz scandinavo.

Il suo lancio sulla scena internazionale risale al 1970, quando il produttore Manfred Eicher lo invita a registrare per l’etichetta cult ECM il primo album, Afric Pepperbird, un punto di svolta verso una nuova concezione del suono, che lo porta a trascendere l’influenza di Coltrane. Da allora Jan Garbarek e i membri della sua band,Terje Rypdal, Arild Andersen e Jon Christensen, sono stati considerati i "Big Four" del jazz Norvegese.

L’album Tryptikon (1974), costituisce un momento importante verso lo sviluppo di una nuova creatività, contenendo il primo incontro nella discografia di Garbarek con la musica folk norvegese, una fonte d’ispirazione fondamentale per gli anni a venire. Sicuramente hanno contribuito in questo senso anche l’influenza della musica indiana di Ravi Shankhar e l’incontro con Don Cherry, grazie al quale Garbarek si è avvicinato alle vaste potenzialità della musica folk nell’ambito dell’improvvisazione jazz.

Nel 1974 inizia anche una fruttuosa collaborazione con Keith Jarrett e, parallelamente, il fortunato quartetto con Bobo Stenson con cui raggiunge un grande successo in Europa.

Di rilievo anche la collaborazione col chitarrista Ralph Towner con cui, a partire dall’album Dis, registra una trilogia ispirata a vari aspetti della Norvegia, in particolare ai paesaggi e alla musica folk tradizionale. L’incontro lo avvicina anche al contrabbassista Eberhard Weber, con cui lavora ancora oggi.

Altri chitarristi come Bill Connors, Bill Frisell e David Torn hanno contribuito ulteriormente allo sviluppo della musica del gruppo di Garbarek tra 1978 e 1986, mentre, per quanto riguarda i batteristi, ha avuto grande importanza la scelta delle percussioni brasiliane di Nana Vasconcelos (oggi di Manu Katchè), percepita come un allontanamento radicale dal jazz propriamente detto.

Nel corso degli anni Garbarek si è rivelato uno dei musicisti più abili nell’affrontare la sfida di conciliare la propria concezione musicale con la più vasta gamma di musiche, trovando sempre qualcosa di nuovo da dire. L’incontro tra culture presente all’interno dell’etichetta ECM si è spesso esteso ai suoi gruppi e alla sua musica, offrendo sempre nuovi stimoli all’ispirazione del musicista, la cui versatilità deriva anche dalla matrice comune delle musiche folk del mondo..

Da questa apertura derivano le collaborazioni con la compositrice greca Eleni Karaindrou, col compositore georgiano Giya Kancheli, la violista di origini armene Kim Kashkashian e il riuscitissimo esperimento con l’Hilliard Ensemble fissato sulle tracce di due album di successo come Officium e Mnemosyne.

Forse proprio per questo suo essere “trasversale” a tanti generi musicali, Jan Garbarek è stato chiamato a guidare un cast stellare con Chick Corea, Jack DeJohnette, John McLaughlin e Miroslav Vitous per il pluripremiato album Universal Syncopations.

Nel suo tour attuale Jan Garbarek sarà a Berchidda la sera dell’11 agosto col suo quartetto formato dal pianista Rainer Brüninghaus, collaboratore di lunga data, il bassista brasiliano Yuri Daniel e il batterista/percussionista indiano Trilok Gurtu.