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14-08-2009, Anjelique Kidjo  

Venerdì 14 agosto

Berchidda, Piazza del Popolo – Ore 23.00

Sabato 15 agosto

Berchidda, Chiesa di San Michele  – Ore 11.00

 

La cantante del Benin, vincitrice di un Grammy nel 2008 per il suo ultimo album, “Djin Djin” (Best Contemporary World Music Album), sarà tra i protagonisti di Time in Jazz in due diversi eventi: il 14 agosto (ore 23.00) sul palco di Piazza del Popolo, con Rubens De La Corte e Joao Motta alle chitarre, Habib Faye al basso, Harvey Wirht alla batteria e Ibrahim Diagne “Thiokho” alle percussioni; e l'indomani mattina (ore 11) per un concerto campestre nella chiesetta di San Michele, poco fuori Berchidda, in versione acustica: ad accompagnare la sua splendida voce, in questo caso, sarà il solo De La Corte.

 

La carriera musicale di Angelique Kidjo inizia già dall’infanzia, prima nel Benin, poi a Parigi, dove è costretta a trasferirsi per i disordini politici che attraversano il suo paese natale, per infine giungere negli Stati Uniti, a New York, dove tutt’ora risiede. Inizialmente votata alla musica della sua terra, si avvicina a quella afroamericana anche grazie a un album di Jimi Hendrix, che la porta a ricercare le radici africane della musica statunitense, brasiliana e caraibica, da cui derivano i suoi tre album (nominati ai Grammy), “Oremi”, “Black Ivory Soul” e “Oyaya”.

La sua potente voce, la presenza scenica e la sua profonda conoscenza di svariate culture e lingue le hanno fatto guadagnare il rispetto dei suoi colleghi e consensi oltre ogni confine. Fin dagli esordi ha puntato alla creazione di un linguaggio comune tra diverse culture, partendo dal retaggio culturale del Benin e inglobando nella sua musica elementi provenienti da funk, salsa, jazz, samba e ovviamente makossa.

Con il suo ultimo album, “Djin Djin”, Angelique Kidjo torna alle sue radici musicali, al soul del Benin, portando artisti internazionali nel mondo musicale del suo paese d’origine. La diversità rappresentata da Alicia Keys, Peter Gabriel, Josh Groban, Carlos Santana, Joss Stone, Branford Marsalis, e gli altri artisti che hanno contribuito all’album, trova un fertile luogo d’espressione e di scambio, confluendo nella comune base culturale della musica africana. “Djin Djin” celebra la bellezza della diversità così come l’unicità delle culture, in un connubio che ha un significato ben più ampio di quello solamente musicale.

Impegnata in campo umanitario, Angelique Kidjo è anche nota per aver partecipato a numerose iniziative di beneficenza globale e come ambasciatrice dell’Unicef, dando voce nelle sue canzoni ad alcuni dei temi salienti dell’Africa, sia per quanto riguarda le questioni umanitarie, sia per le tematiche socio-culturali spesso affrontate. La sua particolare sensibilità a questi temi, dunque, è un ulteriore motivo della sua partecipazione a questa ventiduesima edizione di Time in Jazz dedicata all’Acqua, elemento vitale ma cui solo nel continente nero non hanno accesso oltre trecento milioni di persone.