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01. Il calendario
02. Il programma
03. Paolo Fresu: Time in Jazz 2009, “Acqua”
04. Il patrocinio dell’UNESCO
05. Cinema d’Acqua
06. Green Jazz
07. Progetti Speciali
08. in-Flussi d’acqua - laboratorio di danza
09. I Partner di Time in Jazz
10. Biglietti e abbonamenti
11. Numeri Utili
12. Tabloid
 
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08-08-2009, Paolo Fresu  


Lunedì 10 agosto
Berchidda, Montalvu - Foresta Demaniale Monte Limbara Sud – Ore 05.45
Banda Musicale “Bernardo de Muro”

Lunedì 10 agosto
Berchidda, Fontana S’Eritteddhu – Ore 11.00
Gavino Ledda & Paolo Fresu “Duàghe”

Martedì 11 agosto
Pattada, Chiesa di San Giovanni – Ore 11.00
Paolo Fresu & Gianluca Petrella Duo

Giovedì 13 agosto
Berchidda, Piazza del Popolo – Ore 23.00
Paolo Fresu, Richard Galliano & Jan Lundgren “Mare Nostrum”

Domenica 16 agosto
Berchidda, Rio di Silvani – Ore 18.00
Paolo Fresu & Philippe Garcia “Tra monti, mari e laghi”

TIME IN SASSARI
Martedi 18 agosto
Ittireddu, Chiesa di Santa Croce - Ore 11.00
Gianmaria Testa & Paolo Fresu “Da questa parte del mare”


Quando il sole saluterà l'ultimo atto di questa edizione del festival, al  tramonto del 16 agosto, troverà ancora la tromba di Paolo Fresu su cui riflettere i suoi raggi. Come all'alba del concerto inaugurale, il 10 in montagna, quando il trombettista di Berchidda si ricongiungerà alla Banda del suo paese, quella dove, da ragazzino, ha cominciato a suonare.
Ma fra l'alba e il tramonto di Time in Jazz numero ventidue c'è ancora tanto Fresu: accanto allo scrittore Gavino Ledda (sempre il 10), in duo col trombonista Gianluca Petrella (l'11 mattina a Pattada), in trio con Richard Galliano e Jan Lundgren per il progetto "Mare Nostrum" (il 13 sera sul palco centrale di Berchidda), e, appunto, il 16 al calar del sole, in un'inedita accoppiata con i piatti e i tamburi di Philippe Garcia (reduce, a sua volta dal concerto della sera prima con la Cosmik Connection). E poi a Ittireddu, la mattina del 18 per Time in Sassari, in duo con il cantautore Gianmaria Testa per raccontare storie di migrazioni “Da questa parte del mare”.
Paolo Fresu e Time in Jazz. Paolo Fresu è Time in Jazz: il festival si identifica nel suo ideatore e direttore artistico, che a sua volta rispecchia nel festival il suo stesso cammino di musicista. L'uno è cresciuto accanto all'altro, in un fecondo rapporto simbiotico, e sfogliare i programmi di ventuno edizioni di Time in Jazz è un po' come rileggere altrettante stagioni del jazzista più famoso di Sardegna, il suo modo di fare e di intendere la musica, la fitta rete di esperienze e collaborazioni che, anno dopo anno si infittisce e si raffina.
Quando crea il festival, nel 1988, Paolo Fresu è in piena ascesa: professionalmente in attività da cinque/sei anni, conta già tre album col suo quintetto e svariate partecipazioni in progetti altrui. Oggi, vent'anni dopo, è impresa assai più ardua tenere il conto della pletora di imprese che costellano la sua carriera: 330 dischi e 2.500 concerti, recita la sua biografia ufficiale. E non basterebbe forse una pagina di questo tabloid per elencare gli eventi e i progetti che l'hanno visto coinvolto come artefice o coprotagonista. Meglio dunque limitarsi all'immediato presente, che è già bello carico di impegni: con il quintetto “classico” (cinque lustri di feconda attività), con il quartetto Devil (erede dell'elettrico Angel), in duo con Uri Caine, nei Lost Chords di Carla Bley e Steve Swallow, in trio con Richard Galliano e Jan Lundgren per “Mare Nostrum” e nelle tante avventure con musicisti come Omar Sosa, Gianluca Petrella, Dhafer Youssef e Eivind Aarset, ma anche con artisti di teatro come Ascanio Celestini, Lella Costa, Milena Vukotic. Un presente che, come ha scritto Vittorio Albani nelle sue note biografiche di Paolo Fresu, “è – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui”.