Generati nel 2005 a partire dalla formazione tradizionale Ziyara, i Fanfaraï Big Band non hanno mai smesso di rinnovarsi e di sorprendere per le loro continue mutazioni artistiche.
Con due album all’attivo e un terzo in lavorazione, questo gruppo unico al mondo tesse i legami tra le culture, i continenti, la tradizione e la creazione contemporanea.
Dalla strada al palco, la formazione è maturata grazie alla sua ricerca di un suono potente e al suo lavoro scenico di qualità, preservando tuttavia una forte capacità di unire e smuovere il pubblico.
Questa Big Band atipica fa dialogare le sonorità tradizionali dell’Africa del Nord, il jazz, le ritmiche e le armonie delle musiche latine, turche e tzigane. Con la passione e l’anima dei viaggiatori questa calda formazione a base di ottoni propone un’esplorazione sonora vibrante e meticciata. Rivisitando i patrimoni musicali arabo-andaluso, gnawa, berbero o chaâbi, Fanfaraï Big Band fa dialogare gli strumenti tradizionali dei diversi continenti – derbouka, guellal, karkabou, oud et guembris maghrébins et congas cubaines – con una sezione di ottoni solida, e solo di recente, una sezione ritmica composta da basso, tastiere e batteria più attuale.
Fanfaraï Big Band deve questo spiccato gusto per il viaggio all’ incontro tra i suoi musicisti provenienti da influenze e percorsi musicali differenti, insieme a un comune intento di seguire la magia delle feste popolari tradizionali che riuniscono i passanti. Contro venti e maree, Fanfaraï Big Band celebra la mescolanza delle identità sonore grazie a un universo artistico particolare, nutrito da uno spinto senso per l’improvvisazione. A questo vengono incontro un sottile lavoro di riscrittura del repertorio classico, un’attenzione speciale per la qualità degli arrangiamenti, e delle composizioni originali.
In scena, i musicisti trasmettono una performance sia sonora che visiva. Il concentrato energetico e multicolore di Fanfaraï Big Band culmina con un piroettare di emozioni e si incontra nelle differenti tonalità musicali.
I canti ossessivi trovano un’eco nei cuori dei musicisti, le ritmiche tradizionali dell’ Africa del Nord danno rilievo alle volate d’ottone balcaniche, e gli assolo impregnati d’un jazz quasi cinematografico sono tutte voci che esprimono l’anima di Fanfaraï Big Band.
Dal 2008 la volontà di trasmettere il patrimonio e le capacità di Fanfaraï Big Band di generare un legame sociale, trovano una continuità in azioni educative destinate a ogni genere di pubblico e portate avanti con diversi partner (festival, scuole, conservatori).
Questo convolgimento accanto a non professionisti ha dato luogo al 93 Super Raï Band, sotto la direzione del Festival Villes des Musiques du Monde.
Dopo aver girato in tour 18 paesi, su 3 continenti, Fanfaraï Big Band si appresta all’uscita del suo nuovo album, un omaggio a Boutaïba Sghir, vera icona del Raï, in cui si riuniscono tre generazioni di musicisti di raï che hanno segnato la propria epoca partecipando alla liberazione di parola e creatività in un’Algeria paralizzata dalle rivalità interne, tra il tradizionalismo e l’estremismo. L’uscita dell’album è prevista per l’aprile del 2018.
Fanfaraï Big Band Line-up
Samir Hadj Mohammed INAL: derbouka, guellal, kerkabou, oud, cori
Guillaume Yves Pierre ROUILLARD: tromba
Patrick TOUVET: tromba, cori
Abdelkader TAB: percussioni tradizionali, canto
Hervé LE BOUCHE: batteria
Antoine GIRAUD: tuba, cori
Didier COMBROUZE: basso, cori
Olivier COMBROUZE: sax tenore, baritono, cori
Bouabdellah KHELIFI: viola, percussioni, canto
Emmanuel LE HOUEZEC: sax alto, flauto, cori
Mehdi YACHOU: sax soprano, kerkabou, cori
Maximilien HELLE-FORGET: tastiere
Press
“Leur générosité, leur énergie, fait plaisir à voir et à entendre. Ça dépote, ça danse, ça rigole: impossible de résister à ce concentré de bonnes vibrations .”
TELERAMA
“Tout cuivres dehors, Tani, le deuxième disque de la fanfare franco-maghrébine Fanfaraï ressemble à une de ces places des villages de la Méditerranée, une place où l’on danserait et festoierait en plein soleil, aux sons de l’Algérie arabo-andalouse, du Maroc et de la Turquie, sans craindre de partir en jazz ou en reggae. A l’évidence, c’est sur scène que l’énergie et la chaleur de cette musique doit se savourer.”
LES INROCKS
“Là où, comme on dit ici, ces «moitié-moitié» français, algériens et marocains passent, l’ennui ne repousse plus… A travers sa musique atypique, ce groupe cosmopolite arrive à transmettre au public une énergie exceptionnelle dans un esprit de partage et d’ouverture sur l’autre.”
Kader B. – Le Soir d’Algérie





